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Penso
sia chiaro a tutti come mi sia impossibile trattare un argomento vasto
come la coniugazione verbale in una rubrica come questa.
Volendo tuttavia utilizzare questo spazio per dare comunque un aiuto a chi
si avvicina a questo aspetto della lingua italiana, cercherò di chiarire
alcuni vocaboli utilizzati dalle grammatiche nella descrizione dei verbi.
Modo.
Indica "l'atteggiamento che chi parla ha nei confronti della sua
stessa comunicazione".
In italiano esistono quattro modi espliciti (modi veri e
propri): indicativo, condizionale, congiuntivo,
imperativo; e tre modi impliciti (modi
impropriamente detti) infinito, gerundio, participio.
Quando usa l'indicativo il parlante vuole presentare i fatti
nella loro realtà.
- Marco parte per Parigi.
Quando usa il condizionale il parlante vuole presentare i
fatti come condizionati da qualcosa.
- Marco partirebbe per Parigi (ma non può perché deve finire un
lavoro). Il lavoro rappresenta ciò che condiziona Marco.
Quando usa il congiuntivo il parlante vuole presentare i
fatti come parzialmente lontani dalla realtà oggettiva (ipotesi,
desiderio, paura).
- Penso che (desidero che... temo che...) Marco parta per Parigi.
Quando usa l'imperativo il parlante vuole presentare i fatti
in modo da agire su chi lo ascolta attraverso un ordine o una preghiera.
- Marco, parti subito per Parigi!
Tempo.
Indica il momento in cui si verifica l'azione, o rispetto al momento in
cui si sta parlando (tempi deittici, quasi sempre semplici)
o rispetto ad un altro termine di riferimento presente nella frase (tempi anaforici,
sempre composti). I tempi semplici sono
costituiti da un solo elemento, i tempi composti da due
(ausiliare + participio passato).
- Domani andrò al mare. Andrò = futuro semplice. Tempo futuro,
semplice, deittico (riferito al momento in cui parlo).
- Domani, dopo che avrò finito di studiare, andrò al mare. Avrò
finito = futuro anteriore. Tempo futuro, composto, anaforico (riferito al
tempo deittico andrò).
Ciao!
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