Da Paolo Cazzola - 25 aprile 2001 |
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| ? | Ho letto in
una grammatica: I verbi "fare" e "dire", che risultano
rispettivamente dalle contrazioni delle voci latine "facere" e
"dicere", devono ritenersi della seconda coniugazione. Così
appartengono alla seconda coniugazione i verbi in -arre,-orre,-urre come
trarre, porre e condurre. Vorrei sapere se ciò è corretto, oppure no. Grazie per una eventuale sollecita risposta Carmen. |
| Per quel che riguarda i
verbi in -arre, -orre, -urre, la
maggior parte delle grammatiche è concorde nell'inserirli nella seconda
coniugazione. Diverso è il discorso circa fare e dire. Se, come criterio di classificazione, prendiamo in considerazione la parte finale dell'infinito che segue la radice lessicale, allora possiamo includere f-are nella prima coniugazione e d-ire nella terza. Se, invece, utilizziamo il criterio della vocale tematica, allora possiamo incontrare alcune difficoltà. Per vocale tematica si intende un morfema che, in numerose forme verbali (soprattutto imperfetto e infinito), segue immediatamente la radice lessicale e ci informa circa l'appartenenza del verbo ad una determinata coniugazione. Parl-a-re, parl-a-vo, parl-a-ssi. Prend-e-re, prend-e-vo, prend-e-ssi. Part-i-re, Part-i-vo, Part-i-ssi. I verbi fare e dire non presentano, all'imperfetto, la stessa vocale tematica presente nell'infinito, ma quella caratteristica della seconda coniugazione (e). F-a-re, fac-e-vo, fac-e-ssi. D-i-re, dic-e-vo, dic-e-ssi. Il modo più preciso e corretto di
presentare le cose sarebbe forse quello di individuare, nei verbi fare
e dire, due allomorfi lessicali (due varianti dello
stesso morfema lessicale) che selezionano, a loro volta, una determinata
coniugazione e, quindi, una determinata vocale tematica. |
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