Da  Maria Giuseppina Adesso - 15 settembre 2000

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Per favore, potreste scrivermi in dettaglio le regole dell'accento tonico in italiano (comprese le eccezioni)? Grazie!

L'argomento "accento" non è certo esauribile in poche righe, mi limiterò quindi a esporre solo alcune delle osservazioni più significative.
1) In italiano l'accento di parola si può trovare:
- sull'ultima sillaba (parole ossitone o tronche) città;
- sulla penultima sillaba (parole parossitone o piane) andare;
- sulla terzultima sillaba (parole proparossitone o sdrucciole) prendere;
- sulla quartultima sillaba (parole bisdrucciole) considerano;
- sulla quint'ultima sillaba (solo in presenza di pronomi enclitici) (parole trisdrucciole) comunicamelo.
2) L'accento in italiano è libero ed indicato in pochi casi, tuttavia è possibile prevederne la sede in alcuni casi particolari.
L'elencazione di questi casi sarebbe però troppo lunga e per questo la rimando ad un buon testo di grammatica italiana (Per esempio la "Garzantina" di grammatica italiana: Luca Serianni, Italiano, 1997, Garzanti, Milano).
3) Accento grafico.
L'accento grafico si segna :
- sui polisillabi tronchi (verità, sentirò);
- sui monosillabi bivocalici (giù, può, già);
- sui monosillabi monovocalici che potrebbero confondersi con omografi (per maggiori particolari vedi "Sé stesso" "fa" e "da");
- all'interno di parola per distinguere tra omografi (per maggiori particolari vedi "Principi")
4)  Nella scelta tra accento grave o acuto a fine di parola si può rifarsi alla seguente regola:
- a, i, o, u si scrivono sempre con accento grave (già, sì, può, più);
- e con accento grave se pronunciata aperta (caffè,) e acuto se pronunciata chiuse (perché).
A presto.