Da Thomas Zaffino - 26 febbraio 2001

?

Desidero esporvi un dubbio che riguarda l’uso della parola “affatto” nelle forme negative. Ricordo di aver letto su un testo di grammatica (per l’uso corretto della lingua italiana) che in frasi del tipo: «non ho affatto sonno», l’uso del termine “affatto” è errato, perché il vero significato della parola contraddice la negazione – si potrebbe leggere «non ho completamente sonno». L’uso corretto dovrebbe essere «non ho nient’affatto sono», che dovrebbe significare “non ho per nulla sonno”. Questa tesi è ampiamente sostenuta dai dizionari della lingua italiana. Ad esempio, “lo Zingarelli 2001”, nell’accezione D della parola “niente”, riporta: «| (raff.) N. affatto, n. del tutto: “non lo trovo nient’affatto divertente”».
Quello che vorrei, essendo certo che la frase «non ho nient’affatto sonno» sia corretta e significhi «non ho per niente sonno», e sapere se la frase «non ho affatto sono» è comunque corretta (io penso di no!). Inoltre, se è corretta, vorrei sapere se si tratta di una forma errata e accettata nel linguaggio per via del suo uso corrente. Grazie anticipatamente.

Il primo (in ordine cronologico) significato di affatto è "del tutto".
Il fatto di essere usato molto spesso in frasi negative, ne ha lentamente trasformato il significato; oggi viene adoperato con il valore di "per niente",  "in nessun modo". Patota* sostiene che tra i due possibili significati non esista, nella lingua parlata, possibilità di confusione, in quanto intonazione, mimica e contesto eliminerebbero ogni equivoco. Nella lingua scritta consiglia invece di accompagnare affatto, nelle frasi negative, con non o niente.
Oggi non mi sento affatto bene. Il tuo ragionamento non mi sembra niente affatto corretto.
Personalmente ritengo che la maggioranza dei parlanti nativi italiani, anche colti, intendano affatto nella sua accezione negativa e lo accompagnino quasi sempre con non (così come avviene con nessuno, nulla, niente, mai).
La confusione potrebbe piuttosto crearsi con l'uso di affatto nel suo significato originario (che definirei, ormai, "ricercato", "arcaico"). Chi usa affatto, in frasi positive, con il significato di "del tutto", sa di utilizzare un'espressione ricercata e deve sapere, a mio avviso, che molti potrebbero fraintenderlo.
Lei mi chiede se l'uso di affatto, con il significato di "per niente", possa considerarsi corretto per il solo fatto di essere correntemente entrato nell'uso. Sarei tentato di risponderle che è solo l'uso (nelle sue componenti geografiche, sociali...) ad essere oggetto di studio della grammatica. Tuttavia, anche dal punto di vista della grammatica normativa e prescrittiva, la frase da lei citata (non ho affatto sonno) è da considerarsi corretta. Infatti, anche originariamente, l'avverbio affatto rafforzava il significato del verbo, sia in frasi positive, sia in frasi negative, così come succede, ad esempio, ad assolutamente.
La novità, che ormai non può più considerarsi tale, consisterebbe invece nell'uso di affatto, da solo, con il significato di "per niente".
Luca - Ti è piaciuto il film?
Marco - Affatto!
Se Marco tornasse a rivedere il film perché gli è piaciuto moltissimo ("del tutto") credo che molti italiani si stupirebbero non poco. 
A presto!
* Patota Giuseppe, Glossario e dubbi linguistici, in Serianni Luca, Italiano, 1997, Milano, Garzanti.